24 giugno 2021

Danimarca 2

Oggi ho viaggiato fin oltre “la metà” della Danimarca… e sono arrivata in un posto molto bello. Ma andiamo con ordine. Ieri sono partita verso metà mattinata da Romo alla volta di Ribe. Ha iniziato subito a piovere, ma Ribe è una cittadina così bella che nemmeno la pioggia ha potuto rovinarmi la gioia di visitarla. Pare sia la città più antica della Danimarca e infatti le case del suo centro storico sono vecchissime, a volte storte, spesso colorate e molto ben tenute. Inoltre Ribe sorge lungo un fiume (il Ribe appunto) e ha un piccolo porto. 



Forse le case più vecchie sono proprio quelle nei pressi del porto, in ogni modo sono molto carine. Trovo che non si possa venire in Danimarca senza visitare questa affascinante città.







La pioggia si è poi fatta più insistente e fastidiosa, tanto che ancora a Ribe, dei ragazzini usciti da poco da scuola, mi hanno fermato cercando di barattare un mazzo di carte con il mio ombrello!! Erano troppo simpatici. Alcune ragazzine invece mi hanno schiesto se potevano accarezzare Tommy che, in generale, attira sempre l’attenzione.  Siano quindi rientrati al camper che avevo posteggiato nel grande Parkering Syt (Sud) e abbiamo proseguito il nostro viaggio. Meta successiva, Blavand con la sua spiaggia e con il suo faro (Blavandshuk Fyr) . Purtroppo oltre alla pioggia si è intensificato anche il vento, quindi dopo una breve passeggiata con Tommy, siamo ritornati veloci al camper, e durante il tragitto verso il campeggio che avevo scelto per trascorrere la notte, ho addirittura attaccato il riscaldamento per cercare di asciugarci un po’, sia io che lui.
La notte l’abbiamo trascorsa al campeggio di Vejers Strand. Molto molto vasto, con piazzuole enormi e affacciato sulla omonima spiaggia, anch’essa enorme e bellissima per fare passeggiate. 


L’unico inconveniente, il tempo. Ha fatto davvero freddo e ha piovuto tutta la sera. La notte poi si è alzato un vento fortissimo che soffiava rumoroso attorno al camper. Stamani c’era ancora vento, ma meno freddo e soprattutto non pioveva più, e dopo una lungihssima passeggiata con Tommy, siamo partiti alla volta di Henne Strand. La strada per raggiungere questo villaggio (e la relativa spiaggia) attraversa distese di pascoli e foreste che sembra di essere lontanissimi dalla civiltà e invece si è a soli pochi chilometri dalla costa e dai luoghi di villeggiatura. La natura della Danimarca continua a stupirmi. I paesaggi, anche all’interno rispetto al mare, sono stupendi e guidare sulle strade dritte e larghe che li attraversano è un piacere.
Una volta arrivata, ho posteggiato il camper e insieme a Tommy abbiamo attraversato il paesino seguendo la via principale costeggiata da negozi di ogni genere. Molto turistico, ma la spiaggia come tutte quelle viste finora, molto bella. Anche qui la solita passeggiata, raccolta di sassi, e poi siamo ritornati sui nostri passi. Non ho resistito e in un negozio della via citata ho acquistato un vestitino leggere che potrò usare come tunica con i jeans. Per contro non sono riuscita a trovare nulla per pranzo. Intanto il cielo si stava sempre più aprendo e ogni tanto qualche timido raggio di sole si faceva strada. Stavo bene e non avevo nemmeno fame, quindi sono ripartita. Destinazione Hvide Sande. Di nuovo il percorso mi ha portato all’interno della regione, anche se nemmeno tantissimo. E questa volta è stato ancora più bello del tratto precedente. Lungo la statale 181 era tutto un alternasi di paesaggi, dalla foresta di abeti, ai pascoli, e l’affascinante fiordo di Ringkobing che si estende per molti chilometri, e verso la fine assume le sembianze di un fiume. Avrei potuto continuare a guidare immersa in quel paesaggio per giorni.
E invece a un certo punto ho raggiunto la prossima meta, Hvide Sande. Una cittadina incastrata tra il fiordo e l’oceano. Con un porto e un centro carino. Qui a Hvide Sande mi sono fermata a pranzare in un ristorante proprio sul porto. Ho mangiato del pesce… anzi, diversi tipi di pesce, serviti su un tagliere con due salse diverse. Era da molto che non mangiavo pesce, la carne l’ho elimintata da anni, ma ogni tanto mi capita di sentire proprio il desiderio di mangiare pesce, anche se sempre più raramente e devo dire che anche questa volta, pur essendo buono di sapore, ho fatto un po’ fatica… 



Finito di pranzare, siamo ritornati, io e Tommy, al nostro camper e abbiamo ripreso la strada, questa volta verso il campeggio dove avremmo voluto trascorrere la notte. E così abbiamo fatto, proseguendo sulla 181, abbiamo raggiunto il campeggio Vesterhav, che mi sembra di aver capito significhi, la casa dell’ovest. 


La città più vicina è Harboore. Poco più a nord c’è Thyboron, dove in pratica finisce la strada e se si vuole superare l’imbocco del fiordo, bisogna prendere il traghetto o fare il giro di questo tratto del fiordo che è il più occidentale, perché in realtà, questo fiordo si estende da un lato all’altro della Danimarca. Nei tratti più stretti è possibile attraversare i vari bracci di questo fiordo attraverso dei ponti. Io ho deciso che farò il giro, anche se prendere il traghetto un po’ mi intriga, penso che anche girare attorno al fiordo sarà una bella esperienza. 



20 giugno 2021

Danimarca 1

Dopo quasi un anno riprendo a scrivere per raccontarvi del mio viaggio in Danimarca. Da sola con il mio camper e come sempre, con Tommy.

Sono partita giovedì a mezzogiorno per la mia grande avventura. Quasi non ci credevo fino all’ultimo. Era come se ci fosse una parte di me che stava li a guardare e pensava, ma questa è matta. Ma l’altra parte, quella determinata, non si è lasciata scoraggiare. Ho passato le ultime settimane a programmare e preparare il viaggio, soprattutto l’attraversata della Germania che era quello che mi preoccupava di più. Ho preparato il camper. Organizzato tutto quello che serviva per partire, anche a casa, come accudire minimamente i gatti e dare l’acqua alle piante e al giardino. Gli ultimi giorni sono stati molto faticosi, soprattutto per la mia schiena. Ma una volta partita, è passato tutto. Quindi alle 12.00 quasi in punto, ho messo in moto il camper, sono andata a fare il pieno di diesel e ho imboccato l’autostrada, direzione San Bernardino, Coira, San Gallo e su verso il Lichtenstein, un breve tratto di Austria e poi la Germania. Il viaggio attraverso la Germania è stato molto bello. Lungo, impegnativo a causa del traffico e dei cantieri, e del caldo, ma veramente piacevole perché ho attraversato regioni stupende, con paesaggi molto suggestivi. 




Ho pernottato a Rothenburg una splendida cittadina molto ben conservata e anche ricostruita a causa di un terremoto, di incendi e di bombardamenti che hanno distrutto gran parte delle sue belle case. Ho pernottato in un’area di sosta privata, spartana, in pratica un parcheggio anche molto pendente, ma tranquillo e in una zona a due passi dal centro. Già la sera stessa sono andata con Tommy a fare una passeggiata fino alla Chiesa di Sankt Jakob, passando attraverso le mura della città. La mattina dopo, molto presto ancora, sono ritornata con più tranquillità e soprattutto con più forze, ho visitato altre parti e anche la stupenda piazza del mercato. Davvero una bellissima città. Immagino che nel periodo dei mercatini debba essere un incanto.




Ma anche la campagna attorno a Rothenburg mi è piaciuta molto. Distese infinite di grano e cereali contornati di papaveri e fiordalisi. I diversi tipi di cereali, ma anche il grado di maturazione non uniforme tra i campi, crea giochi cromatici bellissimi. Mi è dispiaciuto molto non poterli fotografare. I papaveri inoltre erano anche lungo l’autostrada, strisce immense di un rosso intenso come non ne avevo mai visti.

La sera del secondo giorno di viaggio, superato Amburgo con le sue interminabili colonne, mi sono fermata a Neumünster per la notte, una città tra Amburgo e Flensburg, della quale non ho visto praticamente nulla. Ho trascorso la notte in un'area di sosta vicino alla piscina comunale. Temevo che sarebbe stata rumorosa perché c'era vicino la ferrovia (Nordbahn) e una strada molto trafficata, nonché una specie di parco divertimenti. Ma la notte è stata tranquilla, non ho sentito rumori e mi sono svegliata presto e riposata. La sera ho ricevuto inaspettatamente la visita di una coppia alquanto particolare. Ero sulla mia sdraio fuori dal camper, quando ho visto arrivare una signora anziana insieme a un giovane dall’aspetto speciale. Pensavo fossero altri ospiti dell'area di sosta e invece mi hanno spiegato che vivevano li vicino e che spesso facevano un giro li per vedere chi si fermava per la notte. Il nipote della signora sembrava uscito da un film, capelli rossi e capellino, camicia larga e pantaloni cargo e un passo un po' dondolante. Mi ricordava Tom Sawyer e Huckleberry Finn.  Entrambi sembravano molto più giovani di quello che, poi ho scoperto, erano. Li ho visti avvicinarsi chiacchierando e arrivati da me, la signora mi ha detto che suo nipote pensava che la mia targa potesse essere svizzera. È iniziata così una lunga conversazione con questa nonna, che aveva evidentemente un inizio di demenza o di Alzheimer purtroppo, ma tanto simpatica e piacevole, e suo nipote Timo. Anche lui sicuramente con qualche problema che non saprei definire, ma molto carino con la sua nonna. Quando ripeteva le cose appena dette, lui glielo faceva notare con garbo, a volte anche con ironia… “adesso lo stai dicendo per la terza volta, nonna!” e anche lei rideva… mi ha raccontato molto della sua vita, del marito defunto, dei viaggi che hanno fatto, con il pullman perché loro non avevano mai avuto una macchina. In quei 45 minuti che si sono fermati a parlare ho avuto modo di entrare per un attimo nelle loro vite. Quando si sono congedati, mi ha detto, magari quando sarà di nuovo a casa, in Svizzera, penserà a Gertrud e Timo, che a conosciuto qui a Neumünster, si ricorderà di come abbiamo chiaccherato amabilmente… e sarà certamente così. Li porterò nel mio cuore. Mi è dispaciuto poi non aver chiesto loro l’indirizzo, gli avrei inviato con grande piacere una cartolina. 




Subito dopo sono andata a dormire anch’io. La notte è stata tranquilla e alle 7 ero già in viaggio per raggiungere la Danimarca. Questa volta a sole 2 ore di viaggio. La prima sosta l’ho fatta in un paesino subito all’uscita dell’autostrada per prelevare corone. Poi ho proseguito per Tonder, dove ho fatto una passeggiata con Tommy lungo la strada principale della città. Tonder è una cittadina molto antica mi è parso, pulita e ordinata come tutto qui in Danimarca, con bei negozi e persone davvero gentili. Mentre passavo davanti a un bellissimo negozio di antiquariato, la proprietaria che stava mettendo fuori alcuni oggetti particolari, mi ha rivolto la parola parlandomi in danese. Si asciugava il sudore e infatti mi ha detto, poi in tedesco, che anche quel giorno sarebbe stato molto caldo. E lei soffriva già. Abbiamo chiacchierato un po’, mi ha dato qualche consiglio per il mio spostamento a Romo ed è stata davvero molto gentile. 



Finito il mio giro sono partita appunto in direzione Isola di Romo e First Camp. Strada facendo ho anche potuto fermarmi a comprare un cestino di fragole profumatissime presso una fattoria che le aveva esposte e dove bastava mettere i soldi dentro a un contenitore. Il profumo di quelle belle fragole ha invaso il camper in un battibaleno. 





Romo è un posto incredibile, il campeggio è enorme ma ordinato, tranquillo e pulito. Il locale dei bagni è piacevolmente riscaldato, moderno e super pulito. Ci sono tanti turisti tedeschi, il che mi facilita molto con la lingua perché il mio inglese è davvero solo (o forse nemmeno) scolastico, mentre con il tedesco me la cavo decisamente bene. Il campeggio è separato dalla spiaggia di Lakol da una brughiera stupenda e da alte dune ricoperte da una specie di canne. 



La spiaggia stessa è enorme, piena di macchine e camper, e il cielo è punteggiato delle centinaia vele dei kate surf e di aquiloni che volano sospinti dal vento furioso che tira qui sulla costa. La brughiera è formata da un tappeto di olivello spinoso, rose, graminacee, insomma da una bella vegetazione tra cui anche molte piante di lupini azzurri selvatici. 
Domani lascio questo campeggio e ritorno “sulla terraferma”. Visiterò Ribe, la città più vecchia della Danimarca.








Danimarca 2

Oggi ho viaggiato fin oltre “la metà” della Danimarca… e sono arrivata in un posto molto bello. Ma andiamo con ordine. Ieri sono partita ver...